Cos’è un coworking space e perché si parla di coworking per combattere la social solitude.

Prima di capire perché si parla di coworking per combattere la social solitude capiamo cosa generalmente si intende per coworking. Coworking è uno spazio di lavoro condiviso in cui lavorano i knowledge worker, mantenendo tra loro attività indipendenti e generalmente non impiegati nella stessa organizzazione. Ma chi è un knowledge worker?

Probabilmente tu sei un knowledge worker, ma non ne eri consapevole prima d’ora.

Infatti, nell’attuale Rivoluzione industriale, sono più diffuse che mai figure come ingegneri, farmacisti, fisici, architetti, scienziati, giuristi e accademici “whose job is to think for a living” (Gutenberg, 2019). Ecco, questi sono dei tipici knowledge worker.
I knowledge worker sono in definitiva quei professionisti che svolgono attività lavorativa grazie alla loro conoscenza. Questi sfruttano il proprio bagaglio culturale per contribuire ad accrescere il valore sociale ed economico dell’organizzazione per cui lavorano.

Vien da sé che un lavoratore di questo tipo possa potenzialmente continuare a contribuire in questo senso anche in luoghi differenti dall’ufficio centrale.

Ma attenzione. Potenzialmente, non necessariamente. In effetti, sono tanti i fattori implicati nella effettiva possibilità di operare in remoto per un’azienda. In breve, diciamo che dipende dall’azienda e/o dalla situazione nello specifico. Infatti, lavorare per un dato progetto potrebbe consentire di lavorare al 100% in remoto, e dunque in un coworking space. Ma un altro progetto potrebbe richiedere la presenza fisica del dipendente in azienda e/o presso il cliente per una o più fasi.

Come lavorare in un coworking space?

é molto semplice: basta affittare il proprio spazio!
Teoricamente, chiunque potrebbe affittare il proprio workspace. In effetti questi spazi possono essere affittati per periodi di tempo variabili dall’organizzazione di appartenenza o da un lavoratore indipendente. E’ possibile affittare un intero ufficio, pensato per il lavoro in team o individuale, più postazioni o una singola postazione. 

Cosa offre un coworking space?

Una postazione dotata di servizi basic comprende una scrivania intera o parte di una scrivania condivisa e chiaramente l’accesso alla connessione Wi-Fi. Oltre a questi ci sono tanti altri servizi accessori che uno spazio di lavoro condiviso può offrire.

Interessante è la classifica di Versteegh (2012):

  • Servizi professionali: assistente personale, business counseling, interprete per eventuali persone straniere;
  • Servizi pubblici: banca, kids care, catering;
  • Comunicazione: sicurezza, firewall, Webex;
  • Conferenza: call centre, conferenza video/audio, processazione media, area adibita;
  • Safety and security: camera IP, memory storage, Web Proxy.

Ma cosa rende un coworking space attrattivo?

Le aree informali in cui poter trascorrere comodamente le proprie pause! Generalmente uno spazio di questo tipo ci sono: area relax,  area per la pausa caffè, cucina, sale per meeting (Weijs-Perreé et al., 2018).

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Perché scegliere di lavorare in un coworking space?

Beh, l’uomo è un animale sociale. Così come sosteneva Aristotele secoli e secoli fa, in effetti la socialità continua ad affermarsi come un istinto primario.

Tornando ai giorni nostri, Moriset (2013) definisce i knowledge worker come “aquile solitarie” che cercano spazi di aggregazione in cui lavorare, nonostante la tecnologia dia la possibilità di farlo in ambienti virtuali. E diciamolo, si traduce nella possibilità di lavorare comodamente in tuta, se non in pigiama, e magari sul divano. Per non parlare della possibilità di svegliarsi 10 minuti prima di iniziare a lavorare.
Eppure, i lavoratori sono disposti a rinunciare a queste piccole comodità in favore della socialità.

In altre parole, i coworking spaces nascono e si diffondono perché le persone non vogliono lavorare da sole. Per lo meno, non sempre. La possibilità di stare in uno spazio di lavoro condiviso e quindi lavorare in compresenza di altre persone, permette di combattere quella che Coleman ha definito Social Solitude

Che cos’è la social solitude?

Letteralmente definita come “il modo di condividere uno spazio stando da soli insieme”. Infatti, i lavoratori del mondo 4.0 sono in ricerca di interazioni sociali e allo stesso tempo di solitudine. Le interazioni virtuali non sono sufficienti a colmare quelle in presenza. In altre parole, secondo l’autore la connessione sociale attiva (come la collaborazione) e il supporto passivo (come la semplice presenza di altre persone mentre si lavora) sono due fattori che spiegano il crescente utilizzo degli spazi di lavoro condiviso. In questo senso l’aspetto relazionale ha un ruolo centrale.

L’importanza delle relazioni sociali nei luoghi di lavoro

Le relazioni sociali sono tra i principali elementi che influenzano la produttività. Infatti, uno spazio di lavoro condiviso è un ambiente collaborativo dove i professionisti possono sviluppare nuove idee e opportunità all’interno di contesti privi di gerarchie (Gandini, 2015). 

I knowledge worker che lavorano tipicamente in spazi condivisi sono stati definiti Lange (2006) come culturepreneurs. Nello specifico, si riferisce a professionisti dotati di abilità trasversali e di percorsi di carriera ben differenti tra loro. 

In definitiva, se da un lato la voglia di lavorare in modo smart, indisturbati e in solitaria è forte, dall’altro il bisogno di socializzare (in presenza) è irreprimibile. Ecco perché una delle soluzioni più efficaci è il coworking, per combattere la social solitude

 

Coleman, Leo. (2009). Being Alone Together: From Solidarity to Solitude in Urban Anthropology. Anthropological Quarterly. 82. 755-777. 10.1353/anq.0.0075.

Gandini, A. (2015). The rise of coworking spaces: A literature review. ephemera, 15(1), 193.

Gutenberg (2019). Knowledge Worker. Data ultima visita: 20 giugno 2019,

Lange B., . Professionalization in space: Social-spatial strategies of culturepreneurs in Berlin. Entrepreneurship and regional development, 2011

Moriset, B. (2013). Building new places of the creative economy. The rise of coworking spaces.

Versteegh R. (2012) Smart Work Centers: Improve collaboration and productivity while reducing ecological footprint.