COS’È IL LAYOUT FISICO IN UN AMBIENTE DI LAVORO?

Quando si parla di layout fisico e di ambiente di lavoro ci si riferisce alla stessa cosa? Assolutamente no!
Il layout fisico, noto come l’elemento Brick tra le 3 B fondanti lo Smart Working, è parte dell’ambiente di lavoro.

Infatti, scrivania, PC, block notes, penne e le mura della stanza in cui si lavora formano il cosiddetto Brick. Quest’ultimo insieme alle relazioni sociali che si instaurano costituiscono l’ambiente di lavoro.

In altre parole, il layout fisico fa riferimento al design dello spazio di lavoro, a tutto ciò che è tangibile ed esclude la componente sociale che sorge spontaneamente nel contesto lavorativo.

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Ambiente positivo significa performance positiva

L’ambiente di lavoro è un fattore fondamentale nella prestazione lavorativa individuale e di gruppo. Infatti, influenza la motivazione intrinseca dei lavoratori, che a sua volta è determinante nella qualità della performance e la creatività.

Come può un’azienda migliorare l’ambiente?

Come anticipato, le relazioni interpersonali e il layout fisico costituiscono l’ambiente di lavoro. Soffermiamoci allora su quest’ultimo aspetto.

Il ripensamento del layout fisico (o Brick) in ottica smart è da considerarsi innovativo e quindi vincente se riesce a soddisfare appieno i “quattro fattori C”: collaborazione, concentrazione, comunicazione e contemplazione (Myerson, 2010).

  • Collaborazione. È fondamentale che il luogo di lavoro favorisca le attività in team, dando la possibilità di effettuare brainstorming e informal working. In questo senso, la riprogettazione dello spazio deve essere realizzata in modo da facilitare la comunicazione e la condivisione di idee.
  • Concentrazione. È importante che l’ambiente sia silenzioso, lontano da fonti di rumore e distrazione, garantendo la possibilità di focalizzarsi sul lavoro ed essere indisturbati.
  • Comunicazione. È fondamentale che lo spazio di lavoro sia pensato per favorire il dialogo, la socializzazione e lo scambio di informazioni.
  • Contemplazione. Al di là dello spazio in cui lavorare attivamente, è importante che il lavoratore abbia a disposizione una zona in cui potersi rilassare, in cui possa dedicarsi al pensiero creativo e alle relazioni sociali. Una zona che l’autore definisce “out of the box”.

Ma non tutte le aziende hanno modo di riorganizzare il proprio layout fisico in ottica smart. Per questo motivo, alcune organizzazioni optano per coworking spaces esterni.

Cosa sono i coworking spaces?

Sono gli spazi di lavoro dedicati ai lavoratori che non vogliono e/o non possono lavorare presso la propria abitazione o luoghi pubblici (come biblioteche e bar).

Si tratta di spazi dotati delle strumentazioni tecnologiche che consentono di lavorare secondo la modalità agile. Gli Smart Working Centre danno la possibilità alle persone di lavorare vicino casa, risparmiando in termini economici e temporali sul tragitto necessario allo spostamento sino all’ufficio centrale. Inoltre, permettono di interagire con persone nuove e svolgere le mansioni come se fossero nell’ufficio originario. 

I coworking spaces sono parte del passaggio da un mondo caratterizzato da confini di ogni sorta a un mondo sempre meno rigido e flessibile. 

Fonti:

Adamsone, L., Baltina, I., Judrupa, I., Senfelde, M., & Vitola, A. (2013). Overview on the Smart Work Centres in Europe. Institute of National and Regional Economy, Riga Technical University, Latvia.

Myerson, J., Bichard, J.dA., Erlich, A., (2010). New Demographics New Workspace: Office Design for the Changing Workforce, McGraw-Hill

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